.: i s a b e l l a  b o r d o n i

DIGITAL MIGRATION
Malga Costa / Borgo Valsugana -- .:   30 luglio/4 settembre 2005
] ARTE SELLA & INTERART/tra arte e scienza - MART 2005 [
-- project room ] design dello spazio, audio, video [
studio per Digital Migration ...bozzetto...

documentazione fotografica dell'allestimento - © Marco Salzotto




-- commissione Arte Sella _ progetto Arte e Natura e InterArt tra Arte e Scienza
-- co-produzione Arte Sella e Mart_Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
-- in collaborazione con Forum Austriaco di Cultura di Milano




  • ideazione, progetto, disegno dello spazio, ambiente acustico, parole, voce
      Isabella Bordoni
        materiale video
        Emanuele Coppola/Panda Film, Roma
            elaborazione sequenze e sincrono video
            Reinhold Bidner, Futurelab/Ars Electronica, Linz
                realizzazione del disegno vettoriale del pavimento
                Peter Freudling, Futurelab/Ars Electronica, Linz
                  suono
                  Angelo Benedetti e Isabella Bordoni
                    drammaturgia sonora
                    IB c/o Kronos studio recording/Città di Castello

Digital Migration project room, ambiente poetico che utilizza tecnologie audio e video per interpretare lo spazio Malga Costa di Arte Sella come un luogo posto su una immaginaria ma possibile rotta migratoria. Flusso migratorio di pensieri, spostamento reale e immaginario, traccia e ibridazione di spazi, tra il reale e il digitale, Digital Migration abbatte il concetto di frontiera come limite territoriale e politico e guarda invece alla natura come originario "progetto" extraterritoriale fatto di sconfinamenti, attraversamenti, migrazioni. Il tutto spostato su un orizzonte poetico, un volo, appunto, nello stato etereo ed insieme materico della poesia, della parola, del silenzio. Lo spazio è trattato come un luogo ibrido, idealmente comprensivo sia dell'immagine del giardino sia della pista d'atterraggio di un aeroporto , spazi legati entrambi - per segno opposto - all'"ospitalità", entrambi luoghi che Foucault definisce eterotopie .


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