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La mostra dedicata alla vita e le opere della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann è stata ideata dal Ministero degli Esteri Austriaco
a Vienna con particolare attenzione alle ripercussioni della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra sulla terra dell'autrice, la Carinzia.
Promossa dal Forum Austriaco di Cultura con la cura di Hans Holler, l'allestimento di Erika Thuemmel, la logistica di Helga Pocheim.
La presentazione di Rimini all'interno di Assalti al cuore festival di Musica e Letteratura
e della programmazione culturale
della Casa delle Donne di Rimini che la ospita, si realizza grazie alla volontà e la cura di Isabella Bordoni [Progetto per le Arti].
La mostra si arricchisce per l'occasione del progetto acustico di Isabella Bordoni realizzato
con la collaborazione di Angelo Benedetti e dell'archivio sonoro di ORF Kunstradio di Vienna.
Le immagini e i testi dell'esposizione sono disposti in un ordine cronologico-biografico ed emerge
in primo piano l'aspetto concernente la scrittura, mentre
riprodotto in grandi immagini si staglia l'orizzonte storico del teatro di guerra contro il quale si levò l'opera della scrittrice.
SCRIVERE CONTRO LA GUERRA _ Ingeborg Bachmann 1926-1973
mostra
inaugurazione venerdì 27 maggio ore 19.00
buffet offerto dall'Assessorato all'Agricoltura ed alle Attività Produttive della Provincia di Rimini
la mostra è ospitata da
Ingeborg Bachmann, poetessa e scrittrice austriaca, nacque il 25 giugno 1926 a Klagenfurt in Carinzia e quindi visse, giovanissima,
l'invasione della sua città da parte delle truppe hitleriane. Studiò dapprima filosofia e giurisprudenza,
poi filosofia e psicologia
a Innsbruck, successivamente a Graz e dal 1946 a Vienna dove nel 1950 si laureò con una tesi su Martin Heidegger.
Nella capitale austriaca pubblicò nel 1949 sulla rivista Lynkeus, le sue prime poesie. La fama la raggiunse invece all'inizio degli anni Cinquanta con la sua prima silloge,
Il Tempo Dilazionatodel 1953. Nella Repubblica federale tedesca ricevette il premio del Gruppo 47 e divenn
la più famosa giovane poetessa del dopoguerra. Fra l'altro impegnata in battaglie femministe e contro la guerra del Vietnam,
oltre che come giornalista e traduttrice di poeti quali la russa Anna Achmatova e l'italiano Giuseppe Ungaretti,
Ingeborg Bachmann viaggiò
molto e molto soggiornò all'estero tra Londra, Parigi, Berlino, Monaco. Visse a lungo a Roma, dove morì tragicamente il 17 ottobre 1973
in seguito alle ustioni riportate in un incendio scoppiato nel suo appartamento. Epigrafe dell'intera sua produzione potrebbe essere semplicemente la frase
"Voglio che la guerra finisca" (dal romanzo Malina, 1971): le sue poesie, i radiodrammi, i racconti, i romanzi e i suoi importanti studi teorici
sono come un solo lungo scritto contro la guerra, sebbene articolato in diverse forme e generi letterari.
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